ALLA CORTE DELL’ES

Lucia Papaleo, Daniela Toschi, Antonio Spagnuolo, Emir Sokolovic, Giuditta Di Cristinzi, Maria Teresa Tedde, Adalgisa Zanotto, Flavio Almerighi, Raffaele Floris, Nadia Chiaverini, Simone Pansolin, Patrizia Da Re, Claudio Damiani, Andrea Barretta, Marisa Papa Ruggiero, Luigi Bray, Giovanna Cantarella, Valentina Ciurleo, Marco Zuccaro, Antonietta Fragnito, Adriana Bonardo, Adriana Gloria Marigo, Antonio Bianchetti, Sabrina Santamaria, Annalisa Ciampalini, Alessia Bronico, Raffaella Massari, Letizia Di Cagno, Pietro Roversi, Maria Cristina Barbolini, Domenico Setola, Roberto Crea, Marisa Lissoni…

 

“L’Es non ha bisogno di noi per emergere, perciò non ci può essere tradimento. Solo tentativi maldestri di nascondere qualcosa. L’Es trova sempre una fessura nella quale infiltrarsi. E noi possiamo tentare di essere sordi o ciechi e illetterati (Incapaci di leggere)”. (Lucia Papaleo)

“L’Es è indecifrabile per natura, ma trovo necessario offrire a esso la nostra mente provando continue interpretazioni: è questo il nostro dialogo con l’Es, l’unico che possiamo avere, ed è un dialogo bellissimo”. (Daniela Toschi)

“L’inconscio è il luogo della poesia e la poesia forgia la parola, riflettendo molto spesso la luce di altre poesie”. (Antonio Spagnuolo)

“La poesia è solo un enorme specchio”. (Emir Sokolovic)

“Sono, penso e scrivo consapevolmente solo me stessa”. (Giuditta Di Cristinzi)

“Ritengo che il proprio vissuto emozionale, che ha occupato lo scenario dalla nascita alla prima infanzia, detti i codici identitari della poesia, in una individualità e stile che caratterizzano il poeta come il colore dei suoi occhi”. (Maria Teresa Tedde)

Decifrare una poesia comporta amputazioni violente e irreparabili. Sento corretto il significato dell’”Umdichtung”: contiene il senso del “dono” che scaturisce da un altro dono. E nulla è donato per essere trattenuto o spiegato”. (Adalgisa Zanotto)

“Traduco” l’Es “e poi lo tradisco ogni giorno, come si farebbe anche con la migliore delle mogli. Una poesia elaborata da un’altra poesia è come masturbarsi di fronte alla foto di una pin up”. (Flavio Almerighi)

“Scrivere poesie, prima ancora di essere un esercizio di stile, è un esercizio di verità”. (Raffaele Floris)

“La poesia, secondo me, quando è vera, può essere parificata all’arte profetica per la sua forza spirituale profonda, come un sesto senso o un altro occhio”. (Nadia Chiaverini)

“Ho sempre bisogno di una scintilla di avvio, paragonabile a un seme: una frase, un verso o un’immagine forte di partenza”. (Simone Pansolin)

“Penso che in tutte le espressioni artistiche ci sia uno stretto rapporto con l’Es. Io considero Arte tutto ciò che esprime l’Anima (Anima Mundi) e solo questa energia che traspare senza difficoltà e raggiunge l’altro per me è importante”. (Patrizia Da Re)

“Tutte le opere dell’arte sono collegate tra loro, anche a loro insaputa”. (Claudio Damiani)

“Credo che il poeta sia un artista en plein air e l’artista un traduttore dell’afflato lirico”. (Andrea Barretta)

“Fare poesia significa indossare una lente 3D e vedere quello che non c’è”. (Marisa Papa Ruggiero)

Sogno e poesia “sono stanze della stessa casa, angoli di una camera in cui perdiamo la percezione della nostra staticità per fluttuare nell’aria delle proprie sensazioni”. (Luigi Bray)

“La poesia è un sogno a occhi aperti”. (Giovanna Cantarella)

“La poesia nasce anche nei nostri sogni”. (Valentina Ciurleo)

“Non bisogna perdere troppo la testa con l’onirico, perché i sogni si possono controllare e trasformare, in barba all’inconscio”. (Marco Zuccaro)

“Anche la poesia è gioco, è sogno. Gioco inizialmente solitario, poi condiviso. È lì che le regole del gioco cambiano, ognuno le interpreta, le accetta o le nega”. (Antonietta Fragnito)

“Mi sono accorta che ho sempre scritto in prosa, che ogni tanto era anche un po’ poetica; man mano che procedevo la poesia ha rubato spazio, dal momento in cui ho capito che ero incapace di inventare e costruire una storia”. (Adriana Bonardo)

“Poesia e prosa compiono l’opera quando la loro parola fa nascere nel lettore la percezione che il mondo è metafisico”. (Adriana Gloria Marigo)

“Solo una cosa è sicura: una poesia potrebbe scriverla anche un analfabeta, per scrivere una prosa bisogna almeno avere delle basi necessarie”. (Antonio Bianchetti)

“Il momento cruciale è sentire una spinta ossimorica che parte dalle proprie membra, un ‘lieve vortice’ di passione che spinge chi lo prova a prendere la penna e lasciare nuove impronte di se stessi”. (Sabrina Santamaria)

“Scrivere è per me un momento di grande intimità e concentrazione, ma è anche una sorta di stasi del pensiero, attimi in cui mi allontano dalla frenesia dell’attività cerebrale e aspetto che qualcosa di sorprendente venga alla luce”. (Annalisa Ciampalini)

“Mi sento sospesa e galleggiante tra le parole, fin quando decidono di fermarsi, e arriva il verso, arriva la musica”. ( Alessia Bronico)

“Ho sempre corrisposto al genio poetico una grande razionalità di pensiero”. (Raffaella Massari)

“Se la Poesia è fondamentalmente il parto di un’intuizione (pura; intesa come coscienza di vita, forza creatrice), non vedo come potrebbe- e dovrebbe- un pensiero razionale abbracciarla”. (Letizia Di Cagno)

“La scrittura guarisce. La scrittura è come la tosse o le piastrine e la coagulazione: se abbiamo catarro lo espettoriamo e respiriamo meglio, se abbiamo un taglio il vaso sanguigno viene chiuso e l’emorragia tamponata. La scrittura chiude il cortocircuito tra la superficie e i traumi interiori. Spurga, rimargina”. (Pietro Roversi)

“Mi stupisce il rapporto tra creazione poetica e fisicità, il corpo che cammina e la mente che trova i suoi percorsi; credo che l’Es si muova anche così”. (Maria Cristina Barbolini)

“Taccuino, cellulare. Cerco di avere sempre a disposizione un supporto qualsiasi per non perdere il momento magico e misterioso della nascita di un verso”. (Domenico Setola)

“Il mio taccuino è il mio tablet”. (Roberto Crea)

“Una volta erano risme infinite a raccogliermi i pensieri” (Marisa Lissoni)

 

I contributi completi nella pagina del questionario: Poeti e prosatori alla corte dell’Es

 

Poeti e prosatori alla corte dell’Es: questionario

La nuda morte del consulente funerario Charlez Berthouzoz

 

L’ex sacerdote Charles Berthouzoz  (1944-2013) ne “La nuda morte” scrive un’ antologia legata all’attività di consulente funerario: una personalissima “Spon River”, tradotta da Alberto Nessi e pubblicata in edizione bilingue (francese/italiano) da alla chiara fonte di Lugano. Ringrazio l’editore Mauro Valsangiacomo per il dono.

Tre testi

Lei mi teneva il braccio
durante la sepoltura del marito
– come fa tutto bene!
– come mi è prezioso!
– pensi sessant’anni di matrimonio!
– che farei senza di lei?

L’ho vezzeggiata, commosso
da quella fiducia infantile.
E’ della razza degli esseri rari,
sempre contenti,
per i quali la bontà
non ha un secondo fine.
Una visita è un regalo.
La vita, una grazia.


Proibito morire
in certe cliniche!

<<Venga tra mezzanotte e l’alba,
con una macchina comune,
in modo discreto
all’entrata dei fornitori>>.

Preleviamo il cadavere,
una vergogna
per la medicina
e l’efficienza
dell’istituto.

Escluso avanzare una critica:
chi pagherebbe le nostre imposte?


In questo la morte
assomiglia alla nascita:
i più logori luoghi comuni
fanno effetto.
-Come somiglia a suo padre…!
-Sembra che dorma…!

http://poesiaallachiarafonte.ch/volgere-traduzione/

http://www.cdt.ch/cultura-e-spettacoli/notizie/120598/poesie-sulla-morte-pubblicate-in-bara.html

Quando una poesia acquisisce autonomia rispetto al proprio autore

Le proprie poesie, rilette a distanza di tempo, possono sembrare scritte da estranei.
Lou Andreas Salomé nel suo “Sguardo sulla vita” rievoca l’esperienza, accompagnata da una sensazione particolare, del ritrovamento di alcuni versi che parevano non appartenere alla propria biografia ma “scaturiti da un antico sapere ancestrale, da una rinnovata esperienza di quello choc originario in serbo per ogni uomo che si desti alla vita conscia, uno choc di cui la vita stessa non cesserà mai di recare traccia incancellabile”.

Cosa ne pensate al riguardo?

Tre testi di Nadia Chiaverini

CARAMBOLE
A occhi chiusi carambolo nello Spazio
caracollo nel Tropico del Cancro
inciampo nel pulviscolo del Cosmo
Precipito in un’altra galassia
di stelle e buchi neri invasa
gremita di metastasi e allucinazioni
Metempsicosi sul fondo
in un abbraccio accolgo il mondo
C’è un segno nel sogno
*
IL FUNAMBOLO.
Brindo a mezzanotte
sul mio filo teso
porgo la coppa al cielo
non temo il vuoto
Li porto dentro
il precipizio / e il punto d’appoggio
Il pianto del mondo
il canto dell’universo
*
E così ha prevalso
l’equilibrio instabile
il filo teso – rotto
il salto nel vuoto – accaduto
Ma ancora volo…
Non ho toccato terra
e non so se è il selciato che mi aspetta – o il sogno
*
Nadia Chiaverini da “Notturni e ombre “ 2018
Nadia Chiaverini , vive e lavora a Pisa, è laureata in giurisprudenza e partecipa attivamente a circoli culturali, manifestazioni letterarie e letture pubbliche. Affronta in poesia tematiche che riflettono la complessità e le contraddizioni del mondo contemporaneo. Ha pubblicato varie raccolte di poesie: ”L’età di mezzo” Ibiskos Ulivieri 2004 ;”Dai profumo al fiore”- Ibiskos Ulivieri 2005 ; “L’altra metà del cielo”, Ibiskos Ulivieri 2008-;“Smarrimenti” Helicon 2011 ;” I segreti dell’Universo “– CFR Edizioni 2014; “Poesia stregatta e altre visioni”_ Carmignani Editrice 2015; “Notturni e ombre” Carmignani editrice 2018 .Suoi versi con interventi critici sono pubblicati ne I Quaderni dell’USSERO – Puntoeacapo 2013, sul web e in riviste; sono altresì inseriti in numerose antologie, tra cui : Keffiaeh – intelligenze per la pace , CFR Edizioni”; “l’Impoetico mafioso. 105 poeti per la legalità” CFR Edizioni , “; Il ricatto del pane” CFR edizioni 2012 – E’ presente in antologie di poesia contro la violenza sulle donne :Unanimemente Ed Zona 2011 – Cuore di Preda 2012 CFR edizioni , FIL ROUGE – poesia sulle mestruazioni CFR 2015. Suoi contributi sono inseriti nelle antologie “ Il Tempo del padre” FaraEditore 2015, “Uno scarto di valore a Bardolino “FaraEditore 2016, “ Perdono: dal rancore al ricordo “ Fara 2017; “La responsabilità delle parole” FaraEditore 2018 ; Gymnopedie, Architetture e altre opere belle FaraEditore 2017. Come operatrice culturale promuove incontri su tematiche sociali e sulla questione femminile

 

la bellezza salverà “davvero” il mondo?

“E’ possibile condurre simultaneamente l’attività di poeta e quella di individuo avvolto nel tessuto delle relazioni umane ?” , si chiede e chiede ai suoi lettori Tzvetan Todorov, che aggiunge ” o i due rami del fiume devono restare nettamente separati, dato che uno solo può essere privilegiato?” L’autore cita Rilke ma la questione resta attuale. Franco Loi, che riconosce in Dostoevskij un romanziere-poeta, ricorda, in una recente intervista,  di aver scritto alcune sue raccolte di poesie (Strolegh e L’ angel) in periodi di assoluta solitudine.
Cosa ne pensate? Qual è la vostra esperienza al riguardo?