Una poesia di Donatella Bisutti (da Inganno ottico)

Alcuni libri hanno bisogno di più sguardi nel corso del tempo e, quando ti sembra di averli smarriti, te li ritrovi appiccicati addosso.Inganno ottico è uno di questi.
Giancarlo Stoccoro

A questi piccoli passi  si appoggia la pianta
come un animale che cammina
e prima tasta il cammino, poi allunga
la presa.
Oculato, prudente cammino – un minuscolo
passo per volta
– non sembra pretendere affatto
di salire al cielo.

(da Inganno ottico, 1985)

Tre poesie di Pietro Roversi

Gente che ho visto morta

Il giornale non lo leggevo,
e facevo male.
Tanti errori li avrei fatti sennò.

Invece mi reggevo
attorno al mio centro interno, però
alla fine arriviamo tutti
allo status quo
post.

Finora solo la mamma e
la nonna, dal vivo
(se così posso dire, ovvero
dopo morte).
E molti sconosciuti sul giornale,
che non leggevo e facevo male.

Ora invece so che
per calcolare il totale di ogni
cardinale fino a cento,
dividerlo in due, uno
fino al cinquanta,
e l’altra la differenza
tra cento e gli stessi del primo.

Morale: il personale
è politico e il matematico
morale. Motivo per cui
non faccio sesso con
fascisti, e amo
già il mio funerale.
[28072017]

 

Qutb

Avvolto il polo
che molto mi attira
in un turbante, dico
“Sono ateo, arabo”.
Mio fratello, che è pudico,
ne prova disgusto, misto
a imbarazzo. Ma non sono pazzo, so
che in italiano per un italiano
il peggio va detto e così
ucciso. Uno, Dio
e due noi. Cerco quindi un corso
per il seguito. Ho in fondo
facilità per le lingue.
straniere. Mi
attraggono con altrui ragioni:
contattare, creare, mantenere.

[16092017]

Festa dei cinquanta

Fatta:
a polpette la vita ha
gusto pan grattato,
aglio olio e
finocchietto selvatico.
Si mangia soddisfatta.

Tratta-
si di citazione: “A qualunque parte
che vado vedo tutto quello che fate.
Sono colorito di faccia
e forte, nato qui, faccio
qualunque pazzia con voi.”

Matta:
carta che si gioca
in luogo d’altro. Sta
nella mano
che ci tocca con le altre.
Giusta con i giusti e severa coi cattivi.

S’atta-
cca alla sedia per studiare,
distrae dall’attenzione salutare,
sta in sella al destriero per
cacciare. Principe delle Pari
Inopportunità.

Patta
attira-sguardi, sei il contrario
di un lenzuolo
bagnato: metti
appetito, non lo fai
passare.

Tratta
Palermo-Aeroporto:
divento bersaglio
facile. La festa
dei miei cinquanta
sarà bella ma non tanta.

Fatta
a me la domanda come inizi
la mia seconda metà, finisco
in bellezza, cioè con Verga: “Ma il primo
di tutti a cominciar la sua giornata

è stato Rocco Spatu.
[17012018]

Pietro Roversi

Alcune poesie inedite di Annalisa Ciampalini

 

IL RIPOSO

 

Caritatevoli come sono, le tenebre hanno una funzione da compiere: nascondere alla vista un istante, quello insostenibile.

(E. Jabés, “Il libro dell’ospitalità, pag 28)

 

Io che scrivo vicino a una finestra,

talvolta vedo il mare attraverso i vetri,

sposto la battigia a piacere.

Sono in pace col mondo fuori,

a mille chilometri dal litorale.

 

I

Chiedo un sogno lungo, da fare a occhi chiusi.

Un sogno comandato da fuori,

un supplemento di vita.

E una lingua nuova tessuta dall’alba

che possa descrivere il sogno,

così che diventi una forma esistente,

da poterci star sopra.

E nessuno che dica “qui non c’è nulla”.

 

II

Vivono di cose mute,

di storie riposte nei piani più alti della mente.

Cercano il potere del sonno,

un’immensa garza bianca

che curi la memoria.

Il ghiaccio sulla fronte

poiché la febbre consuma.

Si può sparire nel vuoto di un letto.

 

III

Ci vuole un canto nuovo per l’inverno che verrà,

che esalti tutto questo sonno

e il trattenersi dei fiori.

Un vento che porti con sé dei semi.

Il lamento del lupo alle finestre

quando rincasare è solo un nocciolo di legno

e i gesti si fanno bruni

e stanno tutti tra le mura.

 

IV

Il canto che proviene dal nostro istituto

fa di questo posto una gola sacra.

La musica perpetua dall’alto

ci unisce come sorelle,

batte il tempo per i neurotrasmettitori.

Tiene lontani i precipizi

e le attese.

Abbiamo una mente bianca, un nervo ottico lento,

un presente che sconfina.

E un riposo dolce, finalmente.

 

V

Sentire come l’anima arriva ai bordi del corpo

e dolcemente preme per un’esalazione.

All’alba si presentano tali accadimenti

e noi li confondiamo col pallore del cielo.

Poi la luce irrompe nelle fronde,

espande la bellezza fino al bosco.

E ci alziamo del tutto ricomposti

come se fragilità non fosse ogni nostra vena

e l’intero disegno del giorno.

 

Annalisa Ciampalini

 

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Siamo qui a far cadere la neve

Siamo qui a far cadere la neve
per attutire il freddo e imbiancare
gli alberi e i prati in giardino
Ciò che davvero importa
è tenere alto il cielo
senza imbrattarlo con le dita
né aggiungere propositi buoni
a ingiallire come vecchie foto ricordo
L’anno è ormai pronto a finire
silenziosamente nella cornice di un selfie

(da “Parole a mio nome”)