Quando una poesia acquisisce autonomia rispetto al proprio autore

Le proprie poesie, rilette a distanza di tempo, possono sembrare scritte da estranei.
Lou Andreas Salomé nel suo “Sguardo sulla vita” rievoca l’esperienza, accompagnata da una sensazione particolare, del ritrovamento di alcuni versi che parevano non appartenere alla propria biografia ma “scaturiti da un antico sapere ancestrale, da una rinnovata esperienza di quello choc originario in serbo per ogni uomo che si desti alla vita conscia, uno choc di cui la vita stessa non cesserà mai di recare traccia incancellabile”.

Cosa ne pensate al riguardo?

5 risposte a “Quando una poesia acquisisce autonomia rispetto al proprio autore”

    1. Può capitare al riguardo di non riconoscersi nei testi scritti anni indietro, o più semplicemente, ci si può trovare in una condizione di stupore o meraviglia, del come eravamo, o siamo stati. Personalmente non sono tentata nel rinnegare. Ritengo più giusto osservare i cambiamenti di rotta. Annotare, che piaccia o no. Il flusso della vita…

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