Nota di lettura a “Si resta sempre altrove” di Stefano Vitale

Già dal titolo il libro di Stefano Vitale è ricco di suggestioni. Come non avvertire consonanza con “e come portati via/si rimane”, due versi densissimi di una delle più belle poesie del primo Novecento? Non c’è Ungaretti ma “nostalgia” è un sentimento che non resta alfabeto muto. “Il volto ora felice ora ubriaco” non fa voce d’attesa, occupa gli aggettivi, accompagna per mano il lettore “con parole pazienti”. Gli istanti felici sono unguento per i lunghi passi al buio in dialogo con i morti. Con il poeta “cerchiamo la parola esatta, àncora/ che viene dal bene/ che ci afferri come un destino.” Un invito alla lettura che non può fermarsi al primo sottrarsi della luce ma richiede pluralità di sguardo.

 

Prologo

Noi non sappiamo da dove né come
possano piovere scarne parole
sullo specchio scheggiato si riflette
il volto ora felice ora ubriaco.
Ma siamo questa forma che rinasce
e si deforma nella necessità
del dire dove si nasconda l’inganno
ma pure la saggezza che ci resta.
Nell’incerta geografia della mente
pulsa una materia misteriosa
impasto di errori e furori
puro cristallo e lucidi coltelli.

 

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Lyrische Suite

Una lama di coltello
taglia il pane secco
universo che si sbriciola
polvere di vita sotto scacco.
Il tempo si raggruma
buccia d’arancia spremuta
c’è chi beve il succo
chi porta via i cadaveri.
Si resta sempre altrove
dice la nera figura
chiusa nel mio occhio:
un essere remoto o la paura?

 

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Alfabeto muto

Cerchiamo la parola esatta, àncora
che viene dal bene
che ci afferri come un destino.
Cerchiamo la parola esatta, luce
nella piega delle labbra
nel gesto lieve delle dita.
Cerchiamo la parola esatta, argine
che ci renda lo splendore del silenzio
senza vergogna né rassegnazione.
Ma quel che abbiamo è
un alfabeto muto
passo senza cognizione
pieno d’errori
distrazioni, omissioni.

 

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Variazioni di luce per voce sola

Luce dimenticata accesa
luce sprecata direbbe qualcuno
lume-lama che segna
lo sforzo del nostro apparire.
C’è chi vive di stelle nate morte
felice nell’eco della loro luce
chi nelle crepe dei muri cerca la voce
disperato per la sua sorte.
Abbi cura che tutto intorno
sia terso e brillante
silenzio che non sia pietra
ma sguardo rapace e felice.
Inghiotte la luce altra luce
mastica i giorni, ai piedi del muro
s’accende un lumino
in memoria del buio che verrà.

 

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*

C’era chi voleva fondare città
e chi salpare per terre lontane.
Ora nel livido enigma del presente
c’è chi baratta con gli spettri
un misero secchio di carbone
in cambio di pochi vetrini colorati.

 

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*

Ogni giorno tocca fare
un po’ ordine nel mondo
lavare pentole e stoviglie
sciacquare poi asciugare il lavandino
coltivare il senso del decoro
disfare letti, case, amori
e daccapo di nuovo sistemare
per non lasciare tracce di noi
come fossimo passati lì per caso
pioggia svaporata dopo il temporale
piccola fatica universale.

 

Stefano Vitale (1958), nato a Palermo, vive e lavora a Torino. Nel 2003 ha pubblicato (con Bertrand Chavaroche e Andy Kraft) la plaquette Double Face (Ed. Palais d’Hiver, Gradingnan, Francia), nel 2005 Viaggio in Sicilia (Libro Italiano, Ragusa) e Semplici Esseri (Manni Editore, Lecce).  Per le Edizioni Joker ha pubblicato Le stagioni dell’istante (Prefazione di Mauro Ferrari 2005) e La traversata della notte (Prefazione di Giorgio Luzzi 2007). Quindi Il retro delle cose nel 2012 con Puntoacapo Edizioni (Prefazione di Gabriella Sica) e nel 2013 per PaolaGribaudoEditore la raccolta di poesie “Angeli” con illustrazioni di Albertina Bollati. Nel 2015 ha curato (con Maria Antonietta Maccioccu) la raccolta di poesie Mal’amore no edito da SeNonOraQuando. Nel 2016 ha partecipato alla mostra del pittore Ezio Gribaudo La figura a nudo con una plaquette di 24 poesie pubblicate in mostra e nel catalogo.  Nel 2017 ha pubblicato presso l’editore La Vita Felice la raccolta La saggezza degli ubriachi e nel 2019 Incerto confine (con illustrazioni di Albertina Bollati e prefazione di Vittorio Bo) per PaolaGribaudo Editore, Torino. Nel 2021 ha pubblicato Il colore dei gatti per Ventura Edizioni, 12 filastrocche per bambini, con illustrazioni di Albertina Bollati. Le sue poesie e i suoi libri hanno ricevuto riconoscimenti in numerosi premi, e sono presenti in molte riviste, blog e antologie. Sue poesie tratte da La saggezza degli ubriachi e da Incerto confine sono tradotte in inglese sul Journal of Italian Translation (2019 e 2020) e sul sito Italian Poetry (2018). È presente in Ossigeno Nascente. Atlante dei poeti contemporanei sul portale di letteratura griseldaonline  dell’Università di Bologna oltre che sul sito internazionale Italian Poetry diretto da Paolo Ruffilli. Direttore Artistico dell’Associazione Amici dell’Orchestra Sinfonica della Rai, giornalista pubblicista, scrive su www.ilgiornalaccio.net occupandosi delle rubriche critiche dei libri di saggistica e letteratura, curando la rubrica “Oggetti smarriti” dedicata alla poesia.

 

 

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