Quando una poesia acquisisce autonomia rispetto al proprio autore

Le proprie poesie, rilette a distanza di tempo, possono sembrare scritte da estranei.
Lou Andreas Salomé nel suo “Sguardo sulla vita” rievoca l’esperienza, accompagnata da una sensazione particolare, del ritrovamento di alcuni versi che parevano non appartenere alla propria biografia ma “scaturiti da un antico sapere ancestrale, da una rinnovata esperienza di quello choc originario in serbo per ogni uomo che si desti alla vita conscia, uno choc di cui la vita stessa non cesserà mai di recare traccia incancellabile”.

Cosa ne pensate al riguardo?

6 risposte a “Quando una poesia acquisisce autonomia rispetto al proprio autore”

  1. La poesia é altro da chi la scrive. L’ autore ne riconosce le fattezze esteriori in tempi limitati. Se passa molto tempo senza averne contatto, di qualsiasi poesia sfuma il ricordo. La poesia condensa in se’ intenzioni curative, ha sostanza istrionica e narcisistica, pur essendo creatura empatica ed intimista. Essa espone un manifesto sconosciuto all’ autore.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *