Tre poesie inedite di Simone Consorti

DAL PUNTO DI VISTA DI GAGARIN

Non c’è nulla nel mondo di piatto

e la Terra vista da quassù

in fondo è solamente un quadro astratto

senza uomini o donne che spuntino

fuori dalle loro ombre di soppiatto

Solo pennellate di mare

e verde di selve

solo la Grande Muraglia

enorme e ben piantata nel terreno

come un fuscello di paglia

All’oblò io stesso

mi perdo in un riflesso

confondendo la mia testa con la Terra

e mi sembra già di non vedermi

quasi fossi incapsulato nello spazio

o mi avessero mangiato i vermi

_______

 

PLAGIO DI UNA PAGINA DI SINGER

1

Questa mosca dall’addome verde e oro

si è dimenticata che d’inverno

le mosche muoiono

Sta annusando o forse assaggiando

una briciola del mio biscotto

una montagna di cibo per lei

forse la materializzazione

di tutti i suoi desideri

2

Milioni di altre mosche

sono morte e si sono riprodotte

Milioni di mosche

milioni di volte

perché lei potesse annusare

questo dolce grumo di polvere

3

Da qui dalla finestra guardo il vetro

dove è stampato il mio viso

in movimento

Milioni di altri uomini

sono morti e si sono riprodotti

perché potessi scrivere i miei versi

le mie bestemmie e i miei motti

Milioni

perché potessi amare

una ragazza ancora più impalpabile

di tutti i vetri e le pagine

4

Mi copro col mantello

perché fa freddo all’inferno

d’inverno

Le getto un ultimo pezzo

che ad occhio e croce dovrebbe sfamare

in eterno l’universo

 

_______

 

UN’ ALTRA ALBA

Lì vicino a Dio

e accanto al posacenere

ti ho lasciato una cosa da leggere

L’ho scritta in una lingua

che non conosco

sotto dettatura di una voce

che masticavo a stento

infedele come uno specchio

Leggila a tuo modo

annusando le parole

balbettando ad alta voce

o reso muto dallo stupore

aspettando un’altra alba

incensurata

senza più morte né speranza

Medita e dimentica

Quando poi l’avrai terminata

prima di rimpiangerla

poggiala di nuovo accanto a Dio

ma un poco più vicino

 

 

Simone Consorti è nato nel 1973 a Roma, dove insegna in un liceo. Ha esordito con “L’uomo che scrive sull’acqua ‘aiuto’”(Baldini e Castoldi 1999, Premio Euroclub 2000, Premio Linus). Ha pubblicato i romanzi “Sterile come il tuo amore”(Besa, 2008), “In fuga dalla scuola e verso il
mondo”(Hacca, 2009), “A tempo di sesso”(Besa, 2012),“Da questa parte della morte”(Besa, 2015), “Otello ti presento Ofelia” (L’erudita, 2018), “La pioggia a Cracovia”(Ensemble, 2019). “ Tra le sue numerose raccolte poetiche, si segnalano “Nell’altro del misantropo”(L’arcolaio, 2014) e “Le ore del terrore” (L’arcolaio, 2018). La sua piéce “Berlino kaputt mundi” è
andata, con successo, in scena al Teatro Agorà di Roma tra il marzo e l’aprile del 2018. Si occupa di street photography; ha tenuto mostre personali in Italia e partecipato a collettive in Russia.

 

 

 

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