Tre poesie di Raffaele Floris

MACCHIA CIECA

C’è un sentiero fiorito che ritorna,
talvolta, frantumando le abitudini
dei giorni amari, dei pensieri morti,
di questa pioggia fine sulle strade
nere e guardinghe. Eppure è un’illusione,
lo so: non c’è mai niente che ritorna
davvero, e forse il viso di mia madre
che sorride in giardino sarà sempre
più lontano da me, da questa vita,
come una macchia cieca nella sera.

CORREDO

Quanti sogni nascondono gli armadi!
Fiori nei lini, broccati, lenzuola
ripiegate con cura nel silenzio
degli anni. Quanto sole nei cassetti,
adesso che se ne vanno le sere!
Quante porte sono rimaste chiuse
mentre il corredo andava fuori moda:
il legno vecchio odora di cantina,
anche il cielo è un lenzuolo senza nubi,
esanime in un brusio di cicale.

SCHEGGE

Oggi settembre è azzurro nonostante
l’angoscia ci sconfigga, a volte, e lasci
labbra di fiele e sacchi di fatica.
C’è così tanta vita nell’autunno
imminente: basta il coraggio antico
di fermarsi, ogni tanto, per guardare
il cielo e non pensare che le lacrime
scendano invano. In fondo siamo fatti
di polvere, schegge di un’altra luce.

Poesie terze classificate alla IV edizione (2018) del Premio Letterario Il Giardino di Babuk – Proust en Italie

Raffaele Floris

Un libro di Raffaele Floris

 

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