Prove di arrendevolezza

Finalista al Premio Internazionale Città di Como 2019

Le prime presentazioni:

Due testi tratti dalla raccolta

Nel bosco gli alberi stanno stretti
insieme sostengono l’ombra
quando pesa troppo

 

L’universo degli sguardi
ha colori gentili domande
senza trucco tempi uniti
ai margini dove le assenze
generose si raccontano

Anche questo tuffarsi
sospesi nell’erba già alta
salva il respiro prima del buio

Il latte della poesia

I poeti sanno bene come tutto cominci con il Sogno, con la Musa, con lo Spirito Santo (Luis Borges) e quanto sia necessario restare fedeli all’immaginazione per non tradire la propria opera.
Con la scoperta dell’inconscio, all’inizio del Novecento, essi diventano <<sublimizzatori di professione>> (Saba, Lettere sulla psicoanalisi), gli unici, forse, in grado di trasformare le fredde e ripugnanti fantasie di tutti in opere d’arte… (incipit)
(…)

Il lavoro dei poeti e quello attuale con i sogni (modello bioniano di onirizzazione del lavoro analitico) e non più sui sogni (basato strettamente sul lavoro di interpretazione del materiale onirico portato dall’analizzando) sembrano trovare molte consonanze.
La rêverie rimanda da un lato a una dimensione antropologica universale, dall’altro a una forma propria di esperienza strettamente connessa al “fare poesia”: ogni pensiero inizia con essa (Alain), ogni parola nuova ci raggiunge prima dei concetti ai quali viene associata. La poesia precede sempre la prosa, ricorda la storia dell’umanità che si rinnova nell’infanzia dell’uomo (Maria Zambrano). (Finale)

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