Sulle tracce di Gabriele Galloni

Recentemente Irma Bacci, madre di Gabriele, mi ha inviato molto materiale con l’invito a scriverne su questo sito.
Il tempo è impietoso ma, a distanza, brillano ancora di più le tante gemme lasciate dal giovane poeta.
Resta il rammarico per non averlo fatto già anni fa quando ricevetti questa mail:

Radio FM Manila Pingu <gabriele.gallonij@gmail.com>
3 giu 2018, 23:09
a me

Buonasera!
Mi perdoni l’inizio in medias res, ma davvero con i titoli delle mail non ho un grande rapporto.
Mi chiamo Gabriele Galloni, ho 22 anni. Studio Letteratura Contemporanea all’università La Sapienza di Roma.
Seguendo da svariato tempo la sua poesia e il suo lavoro su “La dimora dello sguardo”, mi farebbe piacere inviarle il mio libro In che luce cadranno (RPlibri, 2018).
Sperando, naturalmente, di non fare cosa sgradita – non vorrei sembrarle invadente o molesto.
Se preferisce la copia cartacea me lo dica e provvederò a fargliela avere.
Scusi ancora per il disturbo e grazie mille per l’attenzione!

 

Gabriele

 

Giancarlo Stoccoro <giancarlo.stoccoro@gmail.com>

3 giu 2018, 23:27

a Radio

Grazie per la fiducia.

A un primo sguardo, le trovo consonanti.
Mandi pure.
Giancarlo Stoccoro

 

I morti tentano di consolarci
ma il loro tentativo è incomprensibile:
sono i lapsus, gli inciampi, l’indicibile
della conversazione. Sanno amarci

con una mano – e l’altra all’Invisibile.

***

Ho conosciuto un uomo che leggeva
la mano ai morti. Preferiva quelli
sotto i vent’anni; tutte le domeniche
nell’obitorio prediceva loro

le coordinate per un’altra vita.

***

I morti hanno fiducia nella sorte.
A notte fonda salgono sugli alberi
del tuo giardino; li trovi che all’alba
non sanno come scendere dai rami.
Li vedi; non ti vedono. Li chiami
e non ti sentono. Li aiuti – scendono.

Ogni notte ritornano e dimenticano.

***

I morti continuano a porsi
le stesse domande dei vivi:
rimangono i corsi e i ricorsi
del vivere identici sulle
due rive. In che luce cadranno
tornati alle cellule.

***

 

 

A leggerle oggi sembrano profetiche, sono levigate più del marmo. A noi, che ancora restiamo dall’altra parte, fanno luce negli angoli bui delle nostre vite.

 

 

Il cane

Un cane con due zampe è sempre un cane.
Purché sempre ricerchi con la coda
la fissità delle cose lontane.

***

Lo struzzo

Andando sempre avanti tutto il mondo
ci dimenticherà. Lo struzzo
preferisce così girare in tondo.

***

Il pappagallo

Ripete sempre l’ultima parola
non detta, il pappagallo: non è mai
profeta in patria. E per dispetto vola.

 

E’ uno dei libri sui quali mi piace spesso tornare, è un dono di Irma che così del figlio scrive:

Nato e vissuto al Trullo, periferia della zona sud-est di Roma, Gabriele sin da piccolo manifestò la sua propensione per il mondo artistico ed il suo facile apprendimento per la lingua italiana, si pensi che già a due anni sapeva leggere le parole componendole lettera per lettera. Alle elementari già denotava una padronanza per la lingua inconsueta per la sua età ed iniziava ad essere enormemente attratto dalla lettura. Era attratto dal mare ed in special modo dal litorale comprendente Fiumicino e a Focene, infatti, frequentò con la mamma lo stabilimento “Il Tirreno” di Fiumicino e “Alta marea” di Focene, zone che ha continuato ad amare e nelle quali si rifugiava spesso per prendere spunto per le sue scritture. È  con l’inizio della scuola media che emerse il suo interesse riguardante il mondo letterario, cinematografico, teatrale e per tutto ciò che è cultura. Al suo ingresso nelle scuole superiori (si diplomò presso l’Istituto Cinematografico “Roberto Rossellini” con specializzazione in audiovisivi), cominciò a riempire la sua stanza di libri, dvd e cd musicali di tutti i generi, nel frattempo iniziò a scrivere i suoi primi versi, quando usciva di casa portava con se il suo sempre presente blocchetto con penna perché, secondo dove fosse, poteva avere l’ispirazione per scrivere dei versi o solo per descrivere una scena, un panorama, delle persone o delle situazioni che potessero essere utili per futuri scritti, ma come sopracitato, non solo era attratto dalla scrittura ma anche dalla musica, frequentò per qualche anno una scuola di tastiere per imparare a suonare ed incise anche un piccolo brano dove suonava e cantava.Non sazio si dilettò con i suoi amici più stretti a girare dei piccoli cortometraggi dove lui si occupava della sceneggiatura.Con la scuola ed in particolare con il Laboratorio “Officina” collaborò nella stesura e sceneggiatura di testi teatrali, riadattò un testo del ‘700 ai nostri tempi presentato al teatro Vittoria. Nel 2012 venne inserito il suo primo scritto in una antologia di testi realizzati dagli studenti dell’Istituto di Stato per la Cinematografia “R. Rossellini” dal titolo “La fontana racconta…e altre storie”.Nel 2014 vennero pubblicati alcuni suoi versi in un libro raccolta di giovani poeti dal titolo “Impronte”, inoltre scrisse racconti per la rivista di attualità online “Daily Storm” nel periodo 2014/15. Si diplomò nel 2015 e si iscrisse all’Università La Sapienza scegliendo la facoltà di Lettere moderne, nello stesso anno iniziò la collaborazione con il famoso scrittore Antonio Veneziani che sarà il suo mentore fino alla fine, ed è a luglio 2017 che Gabriele esordì con il suo primo libro di poesie dal titolo “Slittamenti”, ricevendo numerose recensioni su riviste online. Il 2018 fu un anno molto prolifico per Gabriele infatti per la rivista online “Pangea” si occupò di una rubrica intitolata “Cronache della fine” dove furono inserite 12 sue interviste a malati terminali, in occasione della nascita della rivista di poesia on line “InVerso” Gabriele diventò co-direttore della stessa con Matteo Tarantino altro giovane poeta, riuscendo a far conoscere il mondo della poesia ad un pubblico sempre più vasto, oggi è diventata una rivista sul web di notevole importanza, in quell’anno Gabriele, ad avvalorare il suo spirito libero e provocatorio, volle dimostrare la veridicità di una sua tesi riguardante le grandi case editrici,  le quali per lui non si occupavano per nulla dei testi proposti quanto solo dei personaggi che li proponevano, si celò quindi dietro una fantomatica poetessa di nome Olimpia Buonpastore scrivendo dei versi che lui considerava “robaccia” ottenendo un forte riscontro dalla critica, da riviste, giungendo persino ad essere contattato da una grande casa editrice per la loro pubblicazione, appena scoperta la vera identità della poetessa della casa editrice Gabriele non seppe più nulla. Nel 2019 si occupò di critica musicale, ricerca sonora e di nuove scoperte sulla rivista musicale Loudd e sempre nello stesso anno iniziò a collaborare con il regista Carmine Amoroso sulla sceneggiatura di un nuovo film.A gennaio 2020 fù inserito nell’antologia “Planetaria” edita da Taut che elencava 27 poeti del mondo nati dopo il 1985.Alcune sue poesie sono state anche tradotte in varie lingue, spagnolo, rumeno, russo, greco, indiano, inglese e francese.
La mattina del 6 settembre 2020 Gabriele ci lasciava per un improvviso arresto cardiorespiratorio acuto.
Numerosi eventi e la futura pubblicazione di suoi inediti continuano e continueranno a tenere in vita il suo ricordo che rimarrà indelebile per sempre come “la Traccia” che ci ha lasciato.

 

Bibliografia

 

  • Adele Costanzo, “La fontana racconta”, Roma, Edizioni Ensemble, 2012.
  • VV., “Impronte”, Roma, Edizioni Pagine, 2014.
  • VV., “L’Artigogolo”, Miscellanea Teatrale, Roma, ChiPiùNeArt Edizioni, 2015.
  • Gabriele Galloni, “Slittamenti”, Viterbo, Augh! Edizioni, 2017.
  • Gabriele Galloni, “In che luce cadranno”, San Giorgio del Sannio (Bn), RP Libri, 2018.
  • Gabriele Galloni, “Creatura breve”, Roma, Edizioni Ensemble, 2018.
  • Gabriele Galloni, “Sonno giapponese”, Ancona, Italic, 2019.
  • VV., “Poesia e contemporaneo” a dialogo con i poeti contemporanei, vol. 1, Milano, Lampioni Aerei, 2019.
  • A cura di Igor Patruno, “Roman Poetry Festival”, Roma, Edizioni Ponte Sisto, 2019.
  • Gabriele Galloni, “L’estate del mondo”, Milano, Marco Saya Edizioni, 2019.
  • VV., Antologia, “Planetaria”, 27 poeti del mondo nati dopo il 1985, Milano, Taut Editori, 2020.
  • Gabriele Galloni, “Bestiario dei giorni di festa”, Roma, Edizioni Ensemble, 2020.
  • A cura di Paolo Galvagni, Gabriele Galloni “da L’anello di Mobiu”, poesie tratte dal libro “In che luce cadranno”, traduzione in russo, Mosca – Bologna, Edizioni Free poetry, 2020.
  • VV., “Poesia”, rivista internazionale di cultura poetica vol. n.4, Milano Crocetti Editore, 2020.
  • VV., Angelo de Florio, “Esquilino poesia”, Roma, FUIS, 2020.
  • VV., “Poesis International”, traduzione rumena, Bistrita (Romania), Casa Editrice Max Blecher, 2021.
  • Gabriele Galloni, “Slittamenti”, nuova ristampa, Viterbo, Edizioni Attraverso, 2021.
  • Gabriele Galloni, “Aspettando l’alba”, Valcuvia (VA), Gaele Edizioni, 2021.
  • Gabriele Galloni e Massimo Dagnino, “La medusa”, Osnago (LC), Edizioni PulcinoElefante.
  • Gabriele Galloni, “La luna sulle case popolari”, Roma, ChiPiùNeArt Edizioni, 2021.

 

 

 

 

 

 

 

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