Tre poesie inedite di Angela Suppo

 

Via del Canto il suo nome
che propizio ti invita,
con voce di campo e di ulivi:
la ripida scesa si perde
tra orti di agrumi e finestre
che chiuse proteggono sguardi.

Non sai chi dall’alto
ti osserva,
chi conta i tuoi passi e se vai.

Via del Canto severa,
si stringe protetta tra case:
poi esplode la clivia fiorita
che accoglie nel verde
di un uscio, (che apre)
su antiche scale di ombre.)

Si apre un’antica scala di ombre

Via del Canto ripida scende
verso il mare che sa
e che non vede:
è stata un riparo,
nascosta tra queste colline.

Appartata ancora protegge
nell’aria sospesa:
più lunghe le ore,
in silenzio,
in un tempo senza misura.

*

U Portu (Porto Maurizio)

L’essenza è risalire,
in fughe di gradini,
archi di luce.

Sostare alla frescura,
scrutando fondi oscuri,
umidore di sansa,
e di cantina.

Stupire nel silenzio
di finestre mute,
affacci su cornici
di colonne altere,
vertigini di inganno.

Tempo perfetto del Giovedì,
se i canti della Mater Dolorosa
trafiggono la notte.

**

La cavalletta

Ferisce l’aria la cavalletta
che si lancia opaca nel sole,
sfregio secco metallico,
corazza di ali guerriere.

In attesa sullo stipite, feroce,
pronta a scagliarsi ancora.

Presenza ostile, così diversa
dalla torpida e imbelle cicala
che solo canta,
e non sembra aver scopo.

E ne muore.

 

Angela Suppo è nata e vive a Torino.
Laureata in Filosofia, si è dedicata all’insegnamento e successivamente ha svolto, per ventidue anni, il ruolo di preside nei licei.
La sua prima raccolta, “Senza indicazione di tempo” (La Vita Felice editore), prefazione di Giuseppe Conte, è stata pubblicata nel mese di aprile 2019.
Collabora al foglio di poesia Amado mio e partecipa attivamente, presso il Circolo dei Lettori di Torino, al gruppo di letture poetiche Tempo di Parole.

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